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Con i colori dell’arcobaleno

Sabato 20 dicembre 2014, come da alcuni anni è tradizione, si è tenuta una veglia di preghiera per accogliere la Luce della Pace che veniva da Betlemme nella Basilica di Sant’Abbondio. Le tre navate erano gremite, a scalare, da quella di sinistra, entrando, a quella di destra. Alcune centinaia i presenti. Naturalmente i più numerosi gli scout dell’Agesci. I ragazzi dei tre Gruppi di Como, occupavano interamente tutti i banchi della navata sinistra, in fondo alla quale, erano accantonati, nell’angolo, un mucchio di zaini. Infatti quelli del Como 1°, dopo l’accoglienza della Luce, andavano in uscita notturna: l’indomani mattina, era prevista la Messa di Natale di Gruppo a Maslianico, con chiusura dell’anno di festa per il 70° di fondazione. Invece il Clan del Como 45 aveva una veglia.

Erano poi presenti gli adulti scout delle due comunità di Como e Cantù. Abbiamo notato il magister, Luciano Giani col suo vice, un nuovo acquisto, pugliese di Manduria, il segretario, e Lorenzo Orsenigo, che con la sua vivacità, sta cercando di dare nuovo impulso alla comunità. C’erano anche diversi rappresentanti di enti e parrocchie, ma non si sono fatti identificare, a causa della concitazione del momento.

Per la scelta dell’argomento, la proposta è stata fatta dal gruppetto di lavoro con Bruno, nella foto in alto e Daniela B. Il testo è stato preparato, prendendo spunti dal libro “Pregare” di P.David M.Turoldo, senza trascurare le motivazioni, che il Papa ha voluto dare nel suo messaggio per la 48ª giornata mondiale della Pace che si celebra oggi: “non più schiavi, ma fratelli”. La lettura dei testi in cori, e voci alterne, femminili e maschili, è stata accompagnata con canti significativi e appropriati, che hanno tenuto il clima, rigido della giornata anche all’interno della chiesa, abbastanza caldo e partecipato. Donata, insieme con Bruno, cuore dell’iniziativa, alla nostra domanda se la “festa della luce” sia riuscita ed abbia risposto alle aspettative, così si è espressa: “come sempre molti i «fedelissimi» presenti; ma i nuovi, soprattutto genitori di lupetti e coccinelle di nuova entrata, le «zampe tenere», erano molto contenti”.

L’invito finale a mantenere accesa la luce perché illumini ogni giorno il nostro cammino, ci ha riportato a un pensiero di Carlo Rovelli, fisico e saggista, veronese: A Capodanno, come tutti, sento il tempo che scivola fra le dita, amando per questo la vita ancora di più: proprio perché breve e così preziosa. Carlo è “serenamente ateo”, come lui stesso si definisce. Ma quel tempo che sente scivolargli tra le dita e gli fa amare la vita ancora di più, è una implicita confessione del libro della Sapienza (9,5): “Io sono un uomo debole e di vita breve” e “il tempo ormai si è fatto breve” (1Cor 7,29).

 

Tratto dall’Ottavo rosso&blu

di Padre Stefano Coronese

 

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