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Cesare Rossi e la base scout di Colico

cesare rossi 2E’sempre triste quando un amico se ne va e il “magone” ieri, all’arrivo di Cesare in Chiesa, era palpabile eppure, durante il rito di commiato, erano altri i sentimenti che hanno prevalso: c’era commozione, sì, ma anche la serenità che viene dalla consapevolezza di una Fede assoluta, dai valori vissuti con una coerenza davvero poco comune, dal servizio a tutto campo nell’associazione,  a Colico per il Campo scuola e in Africa, di persona in Kenya e, in Etiopia, con il sostegno costante ad ogni iniziativa.

Dai ricordi di chi l’ha conosciuto è emersa la figura di un uomo che sapeva anche essere duro in difesa di una verità o di fronte all’arroganza e alla sciatteria, ma anche protettivo e capace di grande tenerezza nei confronti di chiunque, giovane o adulto, fosse in difficoltà, di un uomo che ha coltivato e dispensato con generosità la sua competenza nei campi più disparati e che, quando l’età e la salute gliel’hanno impedito, ha “pregato tanto”.

Chi ha condiviso con lui “la strada”, dalla neve dei nostri monti fino all’Equatore, lo ricorda sempre attivo, sia col suo grembiulone in cucina, sia con le mani sporche, intento a realizzare e controllare i suoi impianti e avrà sempre nel cuore i racconti delle sue avventure di giovane scout, una fra tutte quella che lo ha portato ad essere l’unica, fondamentale assistenza tecnica nella spedizione FRECCIA ROSSA a Capo Nord, organizzata a favore dei mutilatini di don Gnocchi.

Buon riposo Cesare, o hai già trovato qualcosa da sistemare anche lassù?

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 Marcella e Ettore
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