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Salutando don Titino Levi

don TitoLo Scoutismo? “Une Route de Liberté” (per usare il titolo del libro del Padre Forestier). Libero se incontri la Verità. Ecco il segreto dell’ “habitat” dello Scout, la Natura (tutta, con al vertice l’Uomo) e, al di là e al di sopra. Colui che l’ha creata. Poi lo scout scopre l’altro Libro, quello della Parola di Dio con al centro il Cristo”.

“Io sono arrivato allo Scoutismo per obbedienza, ad un incarico che mi è stato affidato dall’Autorità ecclesiastica in un periodo di vacanza della Sede episcopale.

Era morto il Vescovo Alessandro Macchi (1 agosto 1947) pochi giorni dopo il mio ingresso all’Ufficio amministrativo della Diocesi di Como.

Il governo della Diocesi era affidato, quale Amministratore apostolico sede vacante all’Arcivescovo di Milano, il santo cardinale Schuster, che agiva attraverso il Vicario generale Libera.

Questi mi incaricò a fine ottobre 1947 – esattamente il 24 ottobre, giorno anniversario della morte di don Luigi Guanella (con il quale ho qualche rapporto di parentela) – di fare l’assistente del Como 1°.

Ma posso pensare di avere ricevuto il mandato dal Santo Arcivescovo.”

Con queste parole don Titino il 21 febbraio 2004 iniziava il suo intervento al Convegno dal titolo “Le Aquile Randagie e lo scoutismo comasco” promosso presso il Collegio Gallio dalla comunità Masci di Como.

Gli atti di quel convegno ci consegnano una sorta di narrazione dell’esperienza di una vita ma anche, e forse soprattutto, l’indirizzo metodologico di un’esperienza sacerdotale. Parafrasando la frase di un altro grande sacerdote ed educatore che molti comaschi hanno conosciuto, don Fulvio Vittori, poteremmo dire di lui che “ha creduto di fare il prete facendo lo scout”..

Suo fratello, don Virgilio, di poco più giovane, che molto si era appassionato di scautismo e che fu più tardi (nel ’55) tra i promotori a Como della rinascita dell’AGI (lo scautismo cattolico femminile confluito poi, nel ’74, nell’Agesci con i membri dell’associazione maschile, l’ASCI) gli aveva regalato, in occasione della prima messa (nel giugno del ’46) il libro di Baden-Powell “Scoutismo per ragazzi”.

Già guardava con attenzione ai fratelli Declich e Gianfranco Longatti, gli amici dell’Azione Cattolica, che lo avevano preceduto aderendo con entusiasmo allo scautismo. Ma altri incontri, altre esperienze sembrarono orientare, da subito, il giovane Levi verso la missione educativa dello scautismo. Don Titino ricordava alcuni precisi incontri che lo avevano “segnato”. Il primo risaliva al 24 aprile 1938, nei boschi del parco delle Groane, con un gruppo di Aquile randagie, tra le quali Attilio Giordani (del quale è in corso la causa di beatificazione); il secondo, il 10 maggio ’46, con don Sergio Pignedoli, grande sacerdote e primo assistente nazionale della rinata ASCI; il terzo, a Tirano, dove era stato inviato dopo l’ordinazione, con il prof. Giuseppe Mira, originario di Cernobbio e docente prima alla Cattolica e poi a Roma – che diventerà Capo scout dell’ASCI e successivamente presidente del MASCI. Fu proprio quest’ultimo a spingerlo decisamente verso la scelta scout.

Il primo casuale incontro di don Titino con il rinato gruppo scout ASCI Como 1° avvenne nell’estate del ’46, presso Campodolcino (la sua terra natale), precisamente all’Alpe Groppera, dove era in pieno svolgimento il loro secondo campo estivo.

Ma l’incontro definitivo avvenne, come detto, nella forma di specifica “missione” affidatagli dalla Chiesa: e questo avrebbe dato l’impronta alla sua lunga e operosa vita che lo porterà a fondare, da parroco, nella nuova parrocchia di Prestino, un nuovo gruppo scout, il Como 3°.

Se non basta una vita intera per testimoniare la sua adesione allo scautismo e alla priorità dell’educazione come via alla libertà di ogni persona, non resta che riprendere alcune parole attraverso le quali don Titino provava a riassumere la sua sintesi:

“Lo Scoutismo? “Une Route de Liberté” (per usare il titolo del libro del Padre Forestier). Libero se incontri la Verità. Ecco il segreto dell’ “habitat” dello Scout, la Natura (tutta, con al vertice l’Uomo) e, al di là e al di sopra. Colui che l’ha creata. Poi lo scout scopre l’altro Libro, quello della Parola di Dio con al centro il Cristo”.

Bruno Magatti (Scout della Comunità Masci di Como)
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