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La chiesa dei poveri

Rispetto a quest’ora dell’umanità e a questo grado di sviluppo della coscienza cristiana [...] questa è l’ora dei poveri, dei milioni di poveri che sono su tutta la terra, questa è l’ora del mistero della Chiesa madre dei poveri” (G. Lercaro).

Questo il sottotitolo del Convegno, svoltosi sabato 17 novembre 2012 presso l’Istituto Don Guanella a Como, che ha visto la partecipazione di molti adulti scout di Como e delle altre comunità della Lombardia oltre che di numerosi cittadini della città.

E’ proprio intorno a questo mistero della Chiesa dei poveri o di poveri, come diceva Dossetti e continuano ad affermare i suoi monaci, che Giovanni Pernigotto ha introdotto la sua relazione, piena di sapienza ma anche molto ricca di conoscenza di questo protagonista del Novecento e della Chiesa, come lo ha definito lo stesso studioso, autore di “Crisi come esperienza morale. La testimonianza di Giuseppe Dossetti”.

Che cosa vuol dire povertà?

Coinvolgiamoci noi tutti chiesa di poveri, non solo chi è privo di denaro o di potere, ma anche chi è inquieto e privo di senso; forse la povertà più drammatica è quella del pensiero. Nel Primo testamento il povero è colui che si arrende al fatto di dipendere, in toto, dal Signore. Dossetti si sposta nella dipendenza da qualcun altro. Dunque il povero è il vero CREDENTE (la resistenza e resa di Dietrich Bonhoeffer).

Come si parla ora di povertà in tempo di crisi?

L’economista Riccardo Petrella chiede che l’ONU dichiari illegale la povertà nel senso dell’impoverimento, cioè quella struttura di peccato che genera ingiustizia. (iniziativa politica del settembre 2012 “Dichiariamo illegale la povertà”).

Già dal 17 ottobre 1987 è stata creata una Giornata mondiale del rifiuto della miseria attorno all’Appello di Padre Joseph Wresinski «Laddove gli uomini sono condannati a vivere nella miseria, i Diritti dell’Uomo sono violati. Unirsi per farli rispettare è un dovere sacro».

Quando e come questo concetto di Chiesa dei poveri compare nei messaggi ufficiali?

Papa Giovanni XXIII nel suo radio-messaggio dell’11 settembre 1962 a un mese dal Concilio ne parla affermando “In faccia ai paesi sottosviluppati la Chiesa si presenta quale è, e vuol essere, come la Chiesa di tutti, e particolarmente la Chiesa dei poveri”.

Il cardinale Giacomo Lercaro, gradualmente trasformato dall’incontro con Dossetti, riprenderà queste parole nell’intervento sulla “Chiesa povera e dei poveri” al Concilio, il 6 dicembre 1962; il discorso, come rivelò lo stesso Lercaro “ebbe un consenso generale e suscitò molto entusiasmo soprattutto in alcuni settori dell’episcopato”.

L’intuizione Dossetti-Lercaro mise in luce il problema dell’identità della Chiesa in una prospettiva inedita “quello della povertà non era un tema tra gli altri, a cui magari dedicare un apposito schema, ma, poiché faceva tutt’uno col mistero di Cristo e della Chiesa, doveva essere preso come il “tema generale e sintetico di questo Concilio”, come “il suo principio unificatore e vivificante “, e anzi in un certo senso non come un qualunque tema, ma come “l’unico tema” di tutto il Vaticano II.” E ciò anche in preciso riferimento alla situazione storica perché, diceva ancora il cardinale, “questa è l’ora dei poveri, dei milioni di poveri che sono su tutta la terra, questa è l’ora del mistero della Chiesa madre dei poveri, questa è l’ora del mistero di Cristo soprattutto nel povero”.

Ma che cosa significa Chiesa dei poveri?

In questa visione non c’è solo attenzione sociologica ma piuttosto un fare della povertà il luogo della teologia e tornare alla sacra scrittura; la povertà di Cristo è la CONDIVISIONE fino in fondo che assume la vita umana nell’incarnazione.

Il Vicario di Cristo è il povero, colui che mi rappresenta il Cristo. In Dossetti c’è, fin da giovane, una grande condivisione della fatica quotidiana. Lercaro, infatti, nel suo discorso, si riferisce non tanto (o non soltanto) alla Chiesa-istituzione, ma alla Chiesa come mistero del corpo di Cristo, vale a dire alla Chiesa concepita come comunità dei credenti. La povertà, da virtù etica di pochi, da consiglio evangelico, viene così reinterpretata come elemento distintivo della vita di ogni cristiano.

Donata Niccolai per In Cammino
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